Ci sono molti modi di raccontare una storia.
A volte nasce un personaggio e comincia a reclamare una vita tutta sua. Altre volte il personaggio è esistito davvero e bisogna cercarlo tra documenti, testimonianze e tracce lasciate nel tempo. E qualche volta la storia parte da una domanda molto concreta: come faccio a raccontare qualcosa in modo che gli altri abbiano voglia di ascoltarmi?
I miei libri sono nati così, in momenti diversi e per ragioni diverse.
C’è Eleanor Stuart e Il Segreto di Casanova, un romanzo fatto di misteri, ricerca, seduzione e passato, in cui la Storia entra nella finzione e comincia a giocare con lei.
C’è Eleonora Duse: Recitazione, arte e illuminazione, nato invece dal desiderio di avvicinarmi a una donna realmente esistita e a un modo di intendere il teatro che continua ad avere qualcosa da dire a chi recita oggi.
E poi c’è Tecniche di Public Speaking, che sembra portarci da tutt’altra parte. Ma forse non così tanto. Perché anche parlare davanti a un pubblico significa scegliere le parole, costruire un percorso, trovare un ritmo e, soprattutto, tenere qualcuno con noi fino alla fine.
Romanzo, ricerca, teatro, comunicazione.
A guardarli insieme, mi accorgo che sotto c’è sempre la stessa curiosità: capire perché alcune storie, alcune persone e alcune parole riescono a catturare la nostra attenzione.
Se vuoi, puoi cominciare da quella che incuriosisce di più te.

