Le stroncature letterarie più famose – Come non scoraggiarsi davanti alle critiche e ai rifiuti da parte di agenti ed editori.

La vita dello scrittore è stupenda… una volta avviata la carriera. Ma che dire del prima, quando non ti conosce nessuno e ricevere porte in faccia è diventato il tuo secondo lavoro?

L’importante è non scoraggiarsi, visto che la storia della letteratura è piena di esempi di grandi autori che prima di essere pubblicati hanno dovuto soffrire le pene dell’inferno. Se sei uno scrittore emergente, o che tenta di emergere, oggi ti parlo di alcuni colleghi famosi le cui opere prime sono state rigettate più volte prima di essere accettate da un editore veramente illuminato!

Inizierei con un libro famoso in tutto il mondo la cui autrice ha purtroppo avuto un destino crudele e spietato. Parlo di Anna Frank. Il suo Diario, uscito dopo la sua morte è diventato un’opera famosa in tutto il mondo ma prima di essere pubblicato è stato rigettato da oltre quindici editori. Sembra anche che uno di loro, molto lungimirante (sic), abbia affermato che “La ragazza, secondo me, non sembra avere quel sentimento speciale che innalzi il libro al di sopra di una semplice curiosità”.

Anche la regina del Giallo, Agatha Christie non ha avuto immediata fortuna con gli editori, visto che prima di vedere accettate le sue novelle ha dovuto aspettare quattro anni di preghiere alle case editrici. La Christie è uno degli autori che ha venduto di più al mondo e stiamo parlando di più di quattro milioni di libri.

Un altro maestro del thriller, Stephen King, ha tribolato parecchio prima che il suo primo racconto, Carrie, fosse accettato da qualcuno. Una delle motivazioni più incredibili, considerando l’enorme successo di King, è stata questa: “non ci interessano i racconti di fantascienza con utopie negative. Non vendono.”

Poi va’ a fidarti dei pareri di certi “illuminati”. C’è da rabbrividire… Se J.K.Rowling avesse dato retta agli editori che rifiutarono il suo libro, nessuno avrebbe mai saputo niente di Harry Potter e la pietra filosofale. Dopo che fu rifiutato da almeno dodici editori, alla fine il presidente di Bloomsbury decise di pubblicarlo solo perché sua figlia di otto anni non l’avrebbe lasciato in pace. E tutti sappiamo come è andata finire, con un successo planetario!

Anche Francis Scott Fitzgerald, uno degli scrittori più importanti e significativi della letteratura americana si sentì dire sempre da un editore che il suo Il Grande Gatsby sarebbe stato un libro decente se non ci fosse stato il personaggio di Gatsby!

Questi editori “lungimiranti” si dovrebbero associare in una setta, tipo “Gli illuminati 2”. Non solo, dovrebbero girare anche con un cartellino di riconoscimento, così che il nuovo autore in cerca di pubblicazione possa sopravvivere ai loro giudizi mantenendo un qualche substrato di ottimismo dopo i loro rifiuti.

Purtroppo però, questi personaggi che prendono delle cantonate sono ben mimetizzati nell’affollato mondo editoriale. Un altro del circolo degli Illuminati 2 mandò ad un suo collega il manoscritto de La spia che venne dal freddo di John Le Carrè accompagnata da una nota che diceva “Ti presento le Carré, non avrà alcun futuro!” e un altro appartenente al club bocciò La Fattoria degli animali di George Orwell con un secco “pensiamo che sia impossibile vendere storie di animali negli USA”.

Attenzione giovani autori, nessuno è immune! La stessa sorte è toccata all’autore de Le cronache di Narnia, C.S. Lewis che, a quanto pare, collezionò più di ottocento bocciature prima di vendere un solo libro.

John Grisham, quando propose Il momento di uccidere, il suo romanzo d’esordio, ricevette un discreto numero di porte in faccia sia da parte di case editrici e agenti letterari prima di riuscire nella sua impresa.

E per dimostrare che nessuno è intoccabile o immune da queste talpe letterarie, vorrei far notare come anche uno dei padri della letteratura moderna come Rudyard Kipling ebbe scartato il suo Libro della giungla con una laconica nota che recitava “Mi dispiace Mr.Kipling, ma non sa usare la lingua inglese”.

Naturalmente ci sono tanti casi in cui agenti ed editori non sbagliano e se è vero che è fondamentale non arrendersi mai è anche importante farsi un bell’esame di coscienza ed essere i primi accaniti critici di se stessi!

 

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